Giada Zhang

Una delle giovani imprenditrici di maggior successo d'Italia

Fascia di prezzo:€/$ fino a 10.000
Presenta in:Cinese - Mandarino, Inglese, Italiano

*Le tariffe sono indicative per un keynote speech. Esse possono variare in modo significativo a secondo delle richieste specifiche del cliente, del tipo di intervento, del tempo richiesto per la preparazione e del tempo necessario per raggiungere la location. Costi di viaggio, trasporto su terra, pasti e hotel non sono inclusi nel prezzo.

Biografia

Nominata da Forbes Europa 30Under30 nel settore food, Giada oggi è la CEO di Mulan Group, azienda leader del mondo del food asiatico in Italia.
Ha speso la maggior parte della sua infanzia cercando di comprendere la sua identità – di origini cinesi, cresciuta in Italia e con un’educazione internazionale.
Quando era bambina, pensava che la sua diversità fosse una debolezza. Parlava già 4 lingue, ma non si sentiva appartenere a nessuna.
Oggi è una donna forte che si alza e parla per altre donne, dal sentirsi diversa e sempre fuori luogo fino ad abbracciare la sua diversità e farne un punto di forza.
Rappresenta un punto di riferimento per giovani leader e imprenditori.
E’ stata descritta dal Corriere della Sera, il Sole24 ore e Fortune come una delle imprenditrici più giovani e influenti d’Italia.

Mulan Group è la prima azienda ad aver portato piatti pronti orientali di alta qualità nei grandi supermercati italiani.

La storia di Giada inizia con il trasferimento dei genitori che arrivano a Cremona dalla Cina, senza avere nulla, nemmeno la loro figlioletta che sono stati costretti a lasciare dai nonni in Cina per potersi dedicare unicamente al lavoro. Hanno aperto un’attività di ristorazione e si sono dati da fare con molta determinazione e spirito di sacrificio.

A tre anni, Giada, che non aveva visto i genitori per molto tempo, si riunisce a loro e viene in Italia. Tutto è estraneo e diverso per lei. Non capisce la lingua e nemmeno conosce i suoi genitori. All’asilo è l’unica asiatica in tutta la scuola. E’ timidissima e comunicare con lei è quasi impossibile. Ma Giada non si arrende.

La stessa determinazione che hanno avuto i genitori l’ha avuta anche lei e sin da piccolissima ha fatto di tutto per imparare bene una lingua così diversa dalla sua.
A soli sette anni si è fatta comprare un dizionario per bambini dove cercava con dovizia certosina tutte le parole nuove che poi trascriveva.

Per lei andare a scuola non è stato facile per diversi anni, non aveva nemmeno l’aiuto dei genitori che non conoscevano la lingua, ha dovuto fare tutto da sola e ha dovuto anche affrontare tante difficoltà emotive come l’essere derisa perché non era fluente in italiano e perché il suo aspetto era diverso.

Ma dopo qualche tempo gli insegnanti hanno capito che Giada non era una bambina qualunque. Studiava, cercava di capire, leggeva tantissimi libri di letteratura italiana e l’hanno incoraggiata a proseguire i suoi studi.

Al quarto anno di liceo Giada vola in USA dove studia per l’intero anno scolastico.
Al termine degli studi entra alla Bocconi dove si laurea con il massimo dei voti in Economia Aziendale Internazionale. Segue un periodi di formazione a New York dove le persone che incontrava dicevano “Sei italiana di origine cinese? How Cool”. Poco alla volta Giada ha capito che in effetti la sua diversità era proprio il suo punto di forza.

Mulan Group è nato proprio per creare un ponte tra Cina e Italia partendo dal concetto di cibo come linguaggio universale. L’azienda propone piatti tipici orientali, realizzati con materie prime italiane di qualità.

Iniziando a proporre piatti del ristorante di famiglia a un supermercato, oggi Mulan Group copre circa 5000 punti vendita con piatti composti per il 95 % da ingredienti made in Italy, mentre soia e bambù arrivano dall’Asia.

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Il Chiku

Un valore cinese a cui Giada tiene molto ed è correlato al lavoro. Fa parte dell’etica del lavoro del confucianesimo ed è la capacità di continuare ad affrontare e superare le difficoltà senza mai fermarsi e rompersi. In Italia si userebbe la parola resilienza. Chiku significa letteralmente mangiare amaro mangiare amaro ed è ciò che occorre fare per poi assaporare il dolce.

Reggere l’urto con l’innovazione

L’Italia pullula di pmi e aziende familiari, tutte realtà che subiranno il contraccolpo più forte. Come si fa a reggere la botta, al di là del supporto dello Stato? “Bisogna lavorare su nuovi prodotti e nuovi canali, e l’innovazione è la chiave.Serve comunicare a tutto il team e ai dipendenti, con un gran lavoro di comunicazione interna. Serve anche una leadership vera, e i temi sono quattro: proteggere le proprie persone, poter mappare i potenziali punti di fallimento e creare argini, minimizzare l’impatto economico sull’azienda con il cash flow per andare avanti e mostrare una mission, cioè mostrare cosa vogliamo essere dopo.

Il virus cinese

La Cina – che è il punto di partenza dell’epidemia – sta indubbiamente vivendo molte polemiche sulla gestione dell’emergenza, oltre al fatto che sempre più spesso viene utilizzato il termine “virus cinese”, quasi in un inasprimento discriminatorio. Giada conosce bene il fenomeno. “Nel 2002, quando arrivò la SARS, io andavo alle elementari. Di colpo, i bambini non volevano più giocare con me: i loro genitori dicevano cose tipo “non giocare con la cinese, che porta malattie”. A quei tempi, ero l’unica bambina orientale in classe, tra l’altro. Fu un grosso impatto psicologico”. Lo scorso gennaio, con la Cina in piena tempesta, Giada cerca quindi di giocare d’anticipo per arginare l’effetto che sa poter essere dirompente: con la comunità cinese in Italia si fa portavoce per evitare la discriminazione razziale, cercando aziende cinesi che aiutino l’Italia con varie iniziative solidali. “La mia più grande preoccupazione è che il virus scomparirà, ma resterà la discriminazione, perché abbiamo paura di ciò che è incerto, e se non abbiamo risposte la paura aumenta.”

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